Sento il dovere di confessare che lo scorso autunno mi sono scontrata a 200 all'ora contro un lutto inaspettato e devastante. Di colpo mi sono scoperta senza un lavoro, senza i finanziamenti della regione, senza la bambina che aspettavo.
E guardandomi attorno, il 2012 non si concludeva bene quasi per nessuno.
Mi sono chiusa in casa, e in me, perché ogni cosa e ogni persona mi stordiva ed ero convinta che questa volta era davvero troppo.
In questa nuova casa che ci accoglie da pochi mesi, il tempo si è distorto.
Restavo sveglia per 24 ore, ne dormivo 12, perdevo il conto dei giorni, non sapevo se fuori pioveva, ignoravo tutto degli avvenimenti del mondo. Per quel poco che dovevo avere a che fare con le persone, indossavo una maschera, perchè ci si potesse sollevare credendo nella mia forza.

Quando verso primavera mi do al balconaggio, ogni mattina corro sul balcone per vedere se sono spuntati i germogli. E prima che l'euforia mi colga, alla vista dei primi cotiledoni, il tempo sembra infinito.
Ma oggi all'improvviso, nella nebbia fredda, sento i germogli nell' aria.
Non posso dirvi che il dolore se n'è andato all'improvviso grazie all'aceto agli agrumi, ma voglio condividere con chiunque mi legga che di nuovo ringrazio la Terra, che poco prima credevo matrigna, ma che sa dare risposte e conforto a chi ha pazienza di ascoltare.
E.... Grazie anche a Janis Joplin.
Adesso dei buoni propositi li ho: non lasciarmi corrompere dalla frenesia, creare solo cose in cui credo e che vivo, non dimenticarmi mai di essere riconoscente verso chi se lo merita.
A presto!